Scrivervi del live di Bob Dylan al Free Trade Hall vuol dire raccontarvi la storia di una canzone e quella di una rivoluzione. Una rivoluzione artistica che ha portato a dividere nettamente la carriera di Dylan in due.
Agli inizi degli anni sessanta Bob Dylan è visto da tutti come uno dei massimi esponenti della scena folk. Lui, armonica e chitarra bastavano ed avanzavano per comporre e suonare vere e proprie poesie. Canzoni che raccontavano di battaglie sociali e che prendevano spunto dalle ballad di protesta di Woody Guthrie. Da subito diede vita a pezzi come Blowin’ In The Wind, With God On Our Side, The Times They Are A Changing e Masters Of War.
Ma sono gli anni ’60, baby! Tutto era vulnerabile, tutto andava a doppia velocità e i cambiamenti erano sempre dietro l’angolo. Di lì a poco il mondo sarebbe cambiato irreversibilmente. Di lì a poco il mondo di Dylan sarebbe cambiato drasticamente.

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Il 1965 è l’anno in cui si compie la sua rivoluzione artistica. Da principio fu una camera dell’Hotel Savoy di Londra, lì Dyan, insieme a Joan Baez, prova alcune canzoni tra cui una ballata di Hank Williams degli anni quaranta. In quella canzone c’è un verso che recita “Sono un sasso che rotola via, sono solo e perduto, ho pagato il prezzo di una vita di peccato. Ascolta il mio consiglio, maledirai il giorno che hai preso l’autostrada della perdizione”. Da quelle poche parole trova l’ispirazione per scrivere un brano da sette minuti: Like a rolling stones.

Se mi chiedi quale fu il punto di svolta per me, direi Like a Rolling Stone. Mi ritrovai a scrivere questa canzone, questa storia, questo pezzo di vomito lungo circa venti pagine, dal quale estrassi la canzone. Quando era lunga dieci pagine non poteva essere definita in alcun modo, se non qualcosa di molto ritmico nella quale il mio odio veniva diretto verso un qualche punto.
Nessuna battaglia sociale sul piatto, ma un’ode al fallimento “Come ci si sente? A essere tutta sola, senza nessuna meta, una perfetta sconosciuta, come una pietra che rotola”.

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Quattro giorni dopo l’uscita del singolo, porta la sua nuova veste, il suono nuovo sound e le sue nuove parole sul palco del Newport Folk Festival di Rhode Island. Una manifestazione nata nel 1959 e tuttora esistente, seppur meno importante di allora.
Era il 25 Luglio e Dylan si presentò sul palco con una Fender Stratocaster, un po’ di musicisti, i Paul Butterfield Blues Band, e un nutrito esercito di amplificatori e chitarre elettriche. Immaginatevi lo sgomento di chi, fino ad allora, era abituato a pensare a Dylan come il menestrello, allo sgomento di chi l’aveva già visto sullo stesso palco negli anni precedenti con la sola chitarra acustica e di chi lo elevava a guru della musica folk. Ma soprattutto, erano gli anni sessanta, baby, e il rock non era per tutte le orecchie!
La leggenda narra che molte persone si misero a piangere, che molte altre se ne andarono. Sicuramente quel 25 Luglio fu il punto di rottura totale tra il festival e il cantante, Dylan fu invitato nel 2002 ma si rifutò di andare. Ma è anche certo che fu un punto di rottura tra Dylan e il suo pubblico che in giro per il mondo non accolse bene la sua svolta rock.

Di lì a poco Dylan partì per un tour mondiale insieme agli Hawks di Robbie Robertson, la futura The Band, che toccò anche l’Europa. Una tappa, quella del 17 Maggio 1966 a Manchester, è entrata nella storia.
La scaletta dei concerti era molto schematica: una prima parte era composta dai suoi classici folk e una seconda parte era fottutamente rock’n’roll. Il primo blocco comprendeva brani come Just Like a woman, Desolation Row e Mr Tambourine Man. Dopo sette brani la scena esplode con Tell me, Momma, un brano nuovo e molto rock.
In quel momento, a Manchester, dagli applausi si passa come se niente fosse ai fischi. Un’escalation di disapprovazione fino a Ballad of a Thin man. Manca una sola canzone alla fine del concerto ma un fan non ce la fa più. Ha già sopportato troppo e vuole far sapere a Dylan tutto il suo sdegno.
In un attimo questo fan cristallizzò, in una sola parola, il generale malcontento e il pensiero, oramai diffuso tra i seguaci di Dylan, che il cantante si fosse venduto al diavolo.
Non poté che gridargli “Giuda!”, il peggiore dei traditori. A quell’insulto si aggiunsero altre voci tra cui quella di un altro ragazzo che gli gridò “Non verrò mai più a vedere un tuo concerto!”.
Dopo un attimo di esitazione, Dylan risponde con “sei un bugiardo, non ti credo” ma poi capisce che solo una cosa è più forte delle parole: la musica.
Ordina alla band “Play it fuckin’ loud!” e urla in faccia al pubblico il suo manifesto di ribellione: ne viene fuori una delle versioni live più belle di Like A Rolling Stone, una scarica elettrica che lascia tutti senza fiato.

La trasformazione rock di Dylan è solo una delle tante che ha avuto nella sua vita artistica. Tutt’oggi andare ad un suo concerto vuol dire passare il tempo a risolvere enigmi perché le canzoni, anche le più famose, vivono arrangiamenti nuovi e perché la sua voce è diventata roca e profondissima, quasi indecifrabile.
Dopo il concerto di Manchester, Dylan ebbe un incidente e per i tre anni successivi non suonò più. Oramai qualcosa si era rotto ma allo stesso tempo qualcosa si è costruito. Si è formata la leggenda di un artista tuttora in vita e tuttora simbolo della musica mondiale.

Scaletta:
She Belongs to Me
4th Time Around
Visions of Johanna
It’s All Over Now, Baby Blue
Desolation Row
Just Like a Woman
Mr. Tambourine Man
Tell Me, Momma
I Don’t Believe You (She Acts Like We Never Have Met)
Baby, Let Me Follow You Down
Just Like Tom Thumb’s Blues
Leopard-Skin Pill-Box Hat
One Too Many Mornings
Ballad of a Thin Man
Like a Rolling Stone

Scotch Eggs

Tra gli antipasti tipici della cucina anglosassone troviamo le Scotch Eggs. Sono un piatto storico dei primi del’700, cucinato per la prima volta nel famoso negozio di leccornie di Londra Fortnum&Manson su richiesta di un ricco viaggiatore. Oggi vengono considerate il tipico snack da pub o un delizioso spuntino da portare a un picnic o da servire alle feste. Per questo vengono anche chiamate Picnic eggs o Party eggs.
In questa nostra rivisitazione abbiamo voluto mantenere tutto il sapore originale di questa ricetta, arricchito con un ulteriore tocco tipicamente inglese…

BOB DYLAN - SCOTCH EGGS

INGREDIENTI per 6 Scotch Eggs:

6 uova
500g di salsiccia
12 fette di bacon
1 rametto di rosmarino
5 foglie di salvia
1 cucchiaio di salsa Worcester
Noce moscata q.b.
Sale e pepe

PROCEDIMENTO:

  1. Mettere abbondante acqua in un pentolino e portarla a bollore. Adagiare delicatamente le uova nell’acqua (potete aiutarvi con un mestolo forato) e far cuocere per 5 minuti. Mettere le uova in acqua fredda per fermare la cottura, lasciarle raffreddare e sbucciarle delicatamente facendo attenzione a non romperle.
  2. Togliere la pelle alla salsiccia, sbriciolarla con le mani e metterla in una ciotola. Aggiungere la salvia e il rosmarino tritati finemente, la noce moscata, la salsa Worcester e regolare di sale e pepe. Amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
  3. Dividere il composto di salsiccia in 6 parti, metterne una su un foglio di pellicola per alimenti e schiacciarla fino ad ottenere uno strato sottile. Adagiarvi al centro un uovo sodo e, aiutandovi con la pellicola, ricoprirlo completamente pressando bene in modo che non rimangano bolle d’aria tra l’uovo e la salsiccia. Avvolgere intorno alla scotch eggs due fette di bacon creando una croce. Chiuderla in un quadrato di carta forno bagnato e strizzato e metterla su una teglia da forno. Procedere nello stesso modo fino a esaurimento degli ingredienti.
  4. Cuocere le scotch eggs in forno statico preriscaldato a 225°C per 20 minuti. Poi togliere la carta da forno e passare sotto il grill per 5 minuti.

Bonus Tracks:

  • Se volete, invece di fare solo una croce potete avvolgere completamente le scotch eggs con il bacon. In questo caso, calcolate almeno 5-6 fette di bacon per ogni uovo. Viceversa, se preferite preparare un piatto più “leggero” evitate di avvolgere le Scotch Eggs con il bacon (la ricetta originale non lo prevede).
  • Se vi piace il sapore, provate a usare le uova di quaglia invece di quelle della gallina. Avrete delle Scotch Eggs più piccole.
  • Durante la fase di preparazione, vi consigliamo di bagnare spesso le mani: così sarà più semplice ricoprire l’uovo col composto di salsiccia.
  • Per accompagnare il piatto, cosa c’è di più “british” di una bella birra fresca?!

BOB DYLAN - SCOTCH EGGS

Bob Dylan – 17 Maggio 1966 Manchester, UK
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