I quattro concerti dei Grateful Dead al Fillmore West dal 27 Febbraio al 2 marzo 1969 sono passati alla storia quasi subito. Da queste quattro date è stato tratto il materiale per Live/Dead: ore e ore di live che hanno circolato per anni in una forma, per poi essere raccolti nel modo corretto solo nel 2005.

I Grateful Dead quelle quattro sere pare abbiano suonato al loro meglio e i nastri prendono tutta la naturalezza e la carica del gruppo sul palco. Loro sono un gruppo chiave della Summer of Love di San Francesco, furono fra gli artisti fondamentali della storia di quello che veniva chiamato acid rock o rock psichedelico tanto che attorno a loro nacque una sorta di culto. Alcuni loro fan, chiamati Deadhead, seguivano il gruppo in concerto per anni, vivendo di fatto come nomadi in onore della loro devozione verso “the Dead”.

Live/Dead segna l’apice del loro successo. Diciamo che il 1969 per loro fu un anno perfetto: pubblicarono quello che forse è il capolavoro in studio dei primi Dead, Aoxomoxoa, col quale rinunciano a riprodurre in studio l’atmosfera live, cercando composizioni più canoniche. Questo lavoro include diversi brani che poi sarebbero diventati classici del repertorio del gruppo, come Saint Stephen, China Cat Sunflower, e il “sermone” psichedelico di Garcia, What’s Become of the Baby.

Parteciparono al festival di Woodstock, e incisero Live/Dead, l’album doppio live che nasce dalle 4 serate al Filmore West. Solo nel 2005 questo doppio album riesce a diventare un prodotto completo, ma nella versione del 1969 ci sono 7 brani, creature tentacolari che esplodono nella versione di Dark Star, che dai 3 minuti del singolo diventa un fiume musicale di 23 minuti grazie alla loro indole che li portava sempre a improvvisare in modo in cui ogni canzone si trasformava gradualmente nella successiva, senza soluzione di continuità.

Un album e un live che li hanno consacrati leggenda.

February 27, 1969 — First set:

“Good Morning Little Schoolgirl” (Sonny Boy Williamson) – 11:47
“Doin’ That Rag” (Robert Hunter, Jerry Garcia) – 7:53
“That’s It for the Other One” (Garcia, Bill Kreutzman, Bob Weir) – 20:03

February 27, 1969 — Second set:

“Dupree’s Diamond Blues” (Hunter, Garcia) – 3:57
“Mountains of the Moon” (Hunter, Garcia) – 5:57
“Dark Star” (Hunter, Garcia, Mickey Hart, Kreutzman, Phil Lesh, Pigpen, Weir) – 21:44
“St. Stephen” (including William Tell Bridge)” (Hunter, Garcia, Lesh) – 8:22
“The Eleven” (Hunter, Lesh) – 13:03
“Turn On Your Love Light” (Joseph Scott, Deadric Malone) – 19:21
February 27, 1969 — Encore:
“Cosmic Charlie” (Hunter, Garcia) – 5:52

Hamburger di Granchio

La cucina californiana e, in particolare quella di San Francisco, è basata sulla leggerezza e ricorda molto nel profumo quella mediterranea. Il pesce è il re indiscusso dei piatti di questa città, dove la specialità per eccellenza è il granchio. Tra i piatti più famosi della città troviamo infatti il Clam Chowder, una zuppa di pesce e granchi servita all’interno di un grande panino senza mollica, vendutissima dai baracchini della zona del porto. Anche noi abbiamo voluto rendere omaggio a questo crostaceo con il nostro hamburger di granchio!

INGREDIENTI per 3 hamburger:

2 scalogni
240 g di polpa di granchio
la scorza di ½ limone
prezzemolo
salsa alla yogurt
50 g di pangrattato
sale, pepe e olio
3 panini per hamburger
spinacini freschi
tabasco

PROCEDIMENTO:

  1. Tritare finemente gli scalogni e rosolarli in una padella con un filo di olio. Aggiungere la polpa di granchio e rosolare per 5-10 minuti. Salare, pepare e lasciar raffreddare.
  2. In una ciotola unire la polpa di granchio con il prezzemolo tritato (in abbondanza), la scorza di limone, il pangrattato e 2 cucchiai di salsa allo yogurt. Mescolare bene e poi far riposare il composto per almeno mezzora in frigorifero.
  3. Formare degli hamburger, metterli su una teglia ricoperta di carta da forno e cuocerli in forno statico preriscaldato a 200°C per 20 minuti.
  4. Grigliare il pane per hamburger tagliato a metà. Per ogni hamburger: spalmare su una delle due metà un po’ di salsa alla yogurt, aggiungere qualche foglia di spinacino e l’hamburger di granchio. Versare qualche goccia di tabasco sull’altra metà del pane e poi chiudere l’hamburger.

Bonus Tracks:

  • Potete sostituire la salsa allo yogurt con la maionese, sia nell’impasto che nella farcitura del panino.
  • Se avete tempo, potete preparare in cassa la salsa allo yogurt mescolando yogurt greco a olio, succo di limone, sale, pepe e erbe aromatiche (se vi piace il sapore, potete aggiungere anche uno spicchio d’aglio).
  • Se non trovate la polpa di granchio fresca, potete utilizzare quella in scatola (al naturale).
  • San Francisco viene considerata una delle città migliori al mondo per quanto riguarda i cocktails, per cui innaffiate il tutto con un long drink!

 

Grateful Dead – 27 Febbraio 1969, San Francisco

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