Tutto è fermo nel giorno / l’archetto si è sfrangiato nel cantare / troppo acuto di urgenze non espresse ancora / dal tuo fragile violino / nell’urlo di una Thunderbird ferita. / Canteremo da soli il tuo ricordo. “

Così Leo Chiosso, amico e collaboratore di Fred Buscaglione, scrisse a ridosso della morte dell’amico avvenuta il 3 Febbraio 1960. Il concerto alla Bussola di Marina di Pietrasanta il 31 Dicembre 1959 fu l’ultimo di una breve ma intensissima carriera.

L’amicizia tra Chiosso e Buscaglione era di vecchia data. I due si sono conosciuti ancora adolescenti quando Fred inizio ad esibirsi nei locali notturni come cantante jazz. Era anche in grado di suonare diversi strumenti, dal contrabbasso, al violino, al pianoforte, alla tromba. Durante una sua esibizione al Gran Caffè Ligure di Torino, venne notato da Leo che allora era uno studente di giurisprudenza, appassionato lettore di libri gialli.

Dopo la fine della guerra Buscaglione rientrò a Torino e ricominciò a suonare, prima in orchestre di altri, poi fondando un proprio gruppo, gli Asternovas. Iniziò quindi una vita randagia fatta di spettacoli in locali notturni di varie città d’Europa, talvolta anche di infimo ordine. Aveva anche ricominciato a frequentare Leo, con il quale iniziò a comporre canzoni. Il rapporto tra i due era praticamente simbiotico, al punto che si trasferirono nello stesso palazzo, in due appartamenti dirimpetto l’uno all’altro, in Via Eusebio Bava 26 bis, in zona Vanchiglia a Torino. Trascorrevano giorni e notti intere insieme a chiacchierare a scambiarsi idee, battute e frasi musicali che Leo annotava e Fred accennava sulla tastiera del pianoforte.

Molto spesso si trattava di canzoni un po’ strampalate, che parlavano con ironia di “bulli e pupe”, di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell’alcool.

Nacquero così le canzoni che lo fecero conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune in coppia con la moglie Fatima quali: Che bambola!, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa (ispirata alla figura del celebre playboy Porfirio Rubirosa), Whisky facile.

Fred si calò nel personaggio, facendosi crescere un paio di baffetti e presentandosi in scena in doppiopetto gessato e cappello a larghe falde.

Alla fine degli anni ’50 Fred Buscaglione era uno degli uomini di spettacolo più richiesti, e non solo come cantante. Era dappertutto: nelle pubblicità, alla televisione e nei film. C’era da aspettarselo quindi che il veglione alla Bussola con Fred Buscagliene e gli Asternovas come headliner, fosse uno degli eventi mondani più attesi dell’anno. La Bussola vantava ormai la migliore clientela alto-borghese italiana e straniera: un miscuglio di artisti di grido e facoltosi imprenditori, aristocratici decadenti e starlette in cerca di fortuna.

Fred, nonostante i tormenti sul piano familiare, era una vera e propria star. La sua musica veniva dall’America, ma la sua fonte originaria era il jazz e il contesto in cui il jazz crebbe in America tra gli anni ’30 e ’50, dipinto da lui in toni sempre esagerati e ironici: night club, gangster dal grilletto facile, fiumi di whisky e bionde mozzafiato fasciate in abiti di lamé. I suoi concerti erano spettacoli esilaranti, con ritmi sfrenati e racconti intriganti, ma ricchi anche di momenti di introspezione, come testimoniano alcune delle sue ultime incisioni. Un mondo lontano ed affascinante che Buscaglione sapeva interpretare in maniera impeccabile.

Fred Buscaglione morì improvvisamente all’alba del 3 febbraio 1960, a soli 38 anni, in un incidente d’auto, la sua Ford Thunderbird color lilla, si scontrò con un camion carico di porfido.

Torta coi Pizzi

In onore della location dell’ultimo concerto di Fred Buscaglione, vi presentiamo una tipica ricetta della Versilia, che si può trovare praticamente in tutti i forni della zona: la torta coi pizzi. Originaria di Camaiore, questa torta salata – chiamata anche torta di pepe – veniva tradizionalmente preparata per la festa del patrono. L’usanza dell’epoca voleva che durante quei giorni la gente del paese si facesse visita e durante ogni visita venisse sempre offerta una fetta di torta coi pizzi e un bicchiere di vino rosso.

INGREDIENTI:

1 rotolo di pasta sfoglia
200g di riso a chicchi piccoli
300g di ricotta di pecora
130g di parmigiano grattugiato
100g di pecorino Romano grattugiato
2 uova
400g di bieta lessata
3 cucchiaini di pepe
latte
sale e noce moscata
2 cucchiai di olio

PROCEDIMENTO:

  1. Lessare la bieta, lasciar raffreddare e strizzare bene. Cuocere il riso al vapore in un misto di acqua e latte e poi lasciar raffreddare.
  2. Sbattere le uova insieme alla ricotta. Unire i formaggi grattugiati, la bieta, l’olio, il riso, il pepe e una spolverata di noce moscata e amalgamare bene. Se necessario, regolare di sale.
  3. Stendere la sfoglia in una tortiera coperta di carta da forno. Versare il ripieno e livellare bene con il dorso di un cucchiaio, stando ben attenti a lasciare uscire un po’ di sfoglia dai bordi. Tagliare la sfoglia che fuoriesce in senso perpendicolare al fondo della tortiera praticando dei tagli ogni 2cm circa. Poi portare ogni angolo di sfoglia al centro del rettangolo che si è venuto a creare, ottenendo delle sorti di triangoli di pasta, che sono i cosiddetti pizzi.
  4. Cospargere la torta con un pizzico ancora di noce moscata e un filo d’olio e cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per circa un’ora.

Bonus Tracks:

  • Se avete tempo, potete preparare da soli la sfoglia utilizzando 400g di farina 00 2 uova, 5 cucchiai di olio, mezzo bicchiere di acqua e un pizzico di sale.
  • La teglia ideale da utilizzare è quella della crostata, ma si possono usare anche altri tipi di tortiere. L’importante è lasciare che fuoriesca un bel bordo di sfoglia.
  • La torta risulta molto pepata, per cui se non amate troppo il sapore di questa spezia diminuitene le dosi.
  • Innaffiate il tutto con una bel bicchiere di Rosso delle Colline Lucchesi!

 

 

Fred Buscaglione – 31 Dicembre 1959, Marina di Pietrasanta

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