L’Osteria delle Dame, nata nel 1970, divenne subito il centro nevralgico della scena cantautorale bolognese. I fondatori di questo storico posto furono il domenicano Padre Michele Casali e Francesco Guccini. Un vero e proprio luogo leggendario del panorama culturale e artistico del nostro paese, in particolare per il ruolo centrale e fondamentale avuto nello sviluppo e nella diffusione della canzone d’autore. Dal 1970 al 1985 all’Osteria delle Dame hanno suonato e cantato molti dei più grandi nomi della musica italiana  tra i quali, oltre  Francesco Guccini, Lucio Dalla, Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli, Bruno Lauzi,e molti altri ancora.

L’Osteria delle Dame, chiusa nel 1987 ed ora riaperta da Andrea Bolognini con l’intento di ospitare la “Casa della canzone d’autore”, è stata un formidabile luogo d’incontro e confronto culturale e artistico nei più diversi campi e ai più diversi livelli, un incredibile contenitore di chiacchiere quotidiane e raffinate discussioni artistiche, di incontri leggeri e temi pesanti, di bellissime notti spensierate e importanti frammenti di vita individuali e collettivi.

Siamo quindi nei primi anni Settanta, nell’epoca ruggente in cui si costruisce il mito del fumoso locale sotterraneo dove, accanto a universitari fuori sede, militanti del movimento studentesco e ragazzi qualunque, Francesco Guccini incise parte del suo quinto album Opera buffa del 1973, costituito da sole sei canzoni (cinque inedite e una reinterpretazione di un brano popolare del dialetto emiliano), con l’intenzione di “fermare in un certo modo qualcuna delle serate dal vivo con il pubblico attore che parla e ride e io che gigioneggio, recito, mi diverto”. L’album infatti ci regala la possibilità di godere appieno della strabiliante satira di Guccini, sulle note di una fantastica chitarra folk.

Friggione con Salsiccia

In onore della location del concerto storico di Francesco Guccini, vi presentiamo un must della cucina bolognese: il friggione (frizàn o frizòn in dialetto). Di origine antichissima – la ricetta originale depositata alla Camera di Commercio di Bologna è del 1886 – costituiva la colazione dei contadini nei campi. Oggi viene portata spesso in tavola per accompagnare il bollito, ma vi assicuriamo che, come decantano i bolognesi, è ottima con tutto!

INGREDIENTI:

4 panini alle patate
750g circa di salsicce
2kg di cipolle bianche
150g di pomodori pelati freschi
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di sale grosso
1 cucchiaio di strutto

PROCEDIMENTO:

  1. Affettare molto finemente la cipolla e metterla a macerare con il sale e lo zucchero per almeno 2 ore (coprire con un coperchio). In un tegame mettere lo strutto e la cipolla insieme all’acqua che avrà rilasciato e cuocere a fuoco lentissimo per un paio di ore circa (finché la cipolla avrà raggiunto un color nocciola). Mescolare spesso per non far attaccare. Aggiungere i pomodori tagliati a pezzettini e cuocere ancora per un’ora e mezza, mescolando spesso.
  2. Tagliare i panini a metà. Scaldare la griglia e cuocere le salsicce sulla piastra bollente. Grigliare poi il pane sulla stessa piastra sporca di grasso della carne. Farcire i panini con le cipolle e le salsicce.

Bonus Tracks:

  • Le dosi utilizzate per il friggione, sono quelle della ricetta originale. Vi consigliamo però di provare anche la versione più moderna con il doppio del pomodoro.
  • Provate il friggione anche spalmato sulle tigelle o sulla polenta grigliata o nella versione modenese con l’aggiunta dei peperoni.
  • Se le trovate, usate le cipolle bianche di Medicina.
  • Innaffiate il tutto con un bel bicchiere di vino dei Colli Bolognesi!

 

Francesco Guccini – Marzo 1973, Bologna

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